Fare non procrastinare. Un’azione imperfetta ma tempestiva batte sempre un piano perfetto mai realizzato. Ecco come l’indecisione sta erodendo la tua competitività (e il tuo portafoglio).

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un concetto potente, discusso anche nella fantastica newsletter di Giulia Smaniotto “la carriera a modo tuo” che mi ha acceso una lampadina: la procrastinazione, spesso mascherata da ricerca della perfezione, non è solo un’abitudine improduttiva, ma un vero e proprio freno a mano tirato sulla nostra crescita professionale e aziendale soprattutto dal punto di vista della comunicazione e del Brand.

Quanti titolari di azienda ho conosciuto che, non avendo il tempo per definire al meglio la comunicazione della loro società, procrastinano all’infinito, al momento utopico cioè in cui avrebbero il tempo necessario per definire una strategia corretta (corretta e giusta secondo i loro parametri ma che non sono quasi mai quelli di un professionista della comunicazione!).

Pensieri tipici dei leader di azienda:

“lanceremo il progetto quando anche l’ultimo dettaglio sarà impeccabile”;

“contatteremo quel cliente solo quando avremo preparato la presentazione perfetta”;

“pubblicheremo il nuovo sito web non appena la grafica sarà assolutamente ciò che corrisponde alla nostra visione e alla nostra strategia di vendita”.

E nel frattempo? Il mondo non si ferma ad aspettarci. Mentre noi siamo bloccati nel limbo dell’analisi e del perfezionismo, i nostri competitor agiscono, lanciano, sbagliano, imparano e, soprattutto, conquistano quote di mercato. Fare non procrastinare!

Fare non procrastinare. L’indecisione è una spesa che non metti a bilancio.

Tendiamo a pensare che l’unico costo sia quello di un errore. Ma raramente calcoliamo il costo dell’inazione. Ogni giorno passato a “perfezionare” un’idea a porte chiuse è un giorno di:

mancato apprendimento; un prodotto o un servizio “imperfetto” ma sul mercato riceve feedback reali. Questi dati valgono oro e permettono di migliorare in modo mirato, rispondendo a esigenze concrete e non a nostre ipotesi;

perdita di momentum; l’azione genera energia e slancio; l’attesa, al contrario, alimenta il dubbio e l’inerzia, rendendo ogni passo successivo sempre più difficile;

spreco di risorse; il tempo è la risorsa più preziosa; settimane o mesi spesi a limare dettagli che il cliente potrebbe non notare nemmeno, sono un costo vivo che erode i margini e la competitività.

Un’azione strategica tempestiva, anche se imperfetta, ci posiziona un passo avanti. Un piano perfetto, ma mai eseguito, ci lascia esattamente dove siamo: al punto di partenza.

Fare non procrastinare. Abbracciare la filosofia del “fatto è meglio di perfetto”.

Attenzione: questo non è un invito alla mediocrità o alla superficialità. È un appello a un cambio di paradigma strategico. Si tratta di preferire il progress alla perfezione. La comunicazione di un’azienda, il brand “vive” come noi in un mondo dinamico, gli obiettivi devono essere chiari, ma lungo il percorso per raggiugerli, deve essere in grado di adattarsi ai mutamenti che soprattutto nel digitale, sono costanti e a volte imprevedibili.

Come iniziare?

Adotta il mindset MVP (Minimum Viable Product): Qual è la versione più semplice del tuo progetto che può comunque portare valore? Lanciala. Impara. Migliora. Questo approccio non vale solo per le startup tecnologiche, ma per qualsiasi iniziativa.

Fissa scadenze non negoziabili: una deadline è il miglior antidoto al perfezionismo. Ti costringe a prendere decisioni e a concentrarti su ciò che è essenziale.

Focalizzati sull’80/20: Applica il Principio di Pareto. Qual è il 20% delle azioni che ti porterà l’80% dei risultati? Parti da lì. Il resto sono dettagli che puoi ottimizzare in seguito.

Il mercato premia la velocità e la capacità di adattamento, non l’attesa di un’utopica perfezione. La prossima volta che ti sentirai bloccato nella ricerca del piano di comunicazione perfetto per la tua azienda o brand, chiediti: “cosa posso fare oggi per fare un passo avanti, anche se piccolo e imperfetto?” La risposta a quella domanda potrebbe valere molto di più di qualsiasi strategia tenuta in un cassetto.

Mandaci un tuo commento!

Pin It on Pinterest

Share This