Aziende che procedono “a fari spenti”: quando manca la “visione” la comunicazione non illumina e gli affari latitano!

Quante volte vi è capitato di lavorare con un’azienda che sembra agire alla giornata? Una società che, pur avendo un prodotto o un servizio di valore, procede senza una chiara direzione a medio, lungo termine.

Per noi professionisti della comunicazione e del marketing più in generale, è una sfida al limite della temerarietà quando ci si imbatte in situazioni di questo tipo! Ci sediamo a un tavolo con l’imprenditore o il gruppo di lavoro coinvolto, pronti a creare strategie vincenti, a concepire campagne che lascino il segno e a costruire un brand solido. Se l’azienda però non sa dove vuole andare, come possiamo guidarla?

Il paradosso della comunicazione senza visione.

Le agenzie di comunicazione sono spesso viste come il motore che “deve” spingere, accelerare il successo di un’impresa (dato che si fanno pagare profumatamente!🙏). Ma se la destinazione è sconosciuta, il motore può solo rombare a vuoto in mancanza di una meta!

Una strategia di comunicazione efficace non è una serie di azioni isolate (un post sui social, una pubblicità su Google, un video promozionale). È piuttosto un percorso coerentemente pensato per raggiungere obiettivi specifici, che siano l’aumento delle vendite, la crescita della brand awareness o l’ingresso in un nuovo mercato.

Senza una visione chiara, questi obiettivi non esistono. Il risultato?

Pianificazione a breve termine: la comunicazione si riduce a interventi d’urgenza o a campagne estemporanee, prive di continuità e di un filo conduttore. Messaggi deboli e confusi: se l’azienda non ha un’identità chiara e un posizionamento definito, verranno veicolati messaggi che risulteranno generici e non “differenzianti”.

Scarsa efficacia degli investimenti: senza obiettivi a lungo termine è impossibile avere metriche attendibili e quasi impossibile misurare il ROI (ritorno sull’investimento) delle attività di marketing. Si spende senza sapere se e quanto si sta guadagnando. Un messaggio nella bottiglia abbandonato alla deriva e al capriccio delle correnti.

Non è una questione di “non saper comunicare”, ma di “non sapere cosa comunicare”!

La responsabilità non è quasi mai del team di comunicazione, ma di una mancanza di chiarezza a monte. Il nostro ruolo non è solo quello di realizzare, ma anche di aiutare a definire. Per un professionista del branding e della comunicazione, la prima mossa non dovrebbe essere la creazione di un logo o l’apertura di un profilo social. La prima cosa da fare sarebbe porre la domanda: “dove vorreste essere tra 5 anni? Chi o cosa vorreste diventare per il vostro pubblico/target?”

Solo dopo aver risposto a queste due domande, potremmo iniziare a costruire un percorso solido. La strategia di comunicazione diventa così il mezzo per raggiungere una destinazione già fissata e definita.

Come uscire dall’oscurità accendendo i fari!

Se siete imprenditori o manager, la soluzione è in fondo semplice anche se non banale: definite la vostra visione, chiarite a voi stessi e al vostro team la missione, i valori e gli obiettivi a lungo termine dell’azienda.

Analizzate il mercato: valutate con attenzione dove si trova la vostra azienda, chi sono i vostri competitors e quali opportunità ci sono.

Collaborate con professionisti: non guardate alle agenzie e ai consulenti come meri esecutori, ma come veri e propri partner strategici. Condividete la vostra visione e lasciatevi guidare nella sua realizzazione.

Accendere i fari significa smettere di “navigare” a vista e iniziare a tracciare una rotta. Solo così la comunicazione può passare dall’essere un costo a un vero e proprio investimento per il futuro della vostra azienda, un asset oserei dire, decisivo per il vostro brand.

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