L’ossessione dell’originalità, quando la comunicazione dimentica il suo vero scopo: l’efficacia.
Parafrasando Jack Trout, a volte l’ovvio è la scelta migliore. Perché nel marketing stiamo ignorando questa semplice verità? In un panorama digitale ormai saturo, la pressione ad essere “sempre originali” è palpabile. Ogni brand cerca la storia mai raccontata, la headline che rompe gli schemi, il contenuto così inaspettato da diventare virale. Il risultato, però, è sempre più spesso una comunicazione fine a sé stessa.
Stiamo assistendo ad un’ondata di campagne e contenuti che brillano per “creatività astratta”, campagne e contenuti che vincono premi di settore… ma che sono spesso talmente pretestuosi e lontani dal prodotto o servizio che dovrebbero promuovere, da avere una vita propria! Queste comunicazioni magari generano “rumore”, forse un momentaneo sbalzo di awareness, ma falliscono nel loro compito fondamentale:
- far ricordare il prodotto o servizio al target di riferimento
- far scattare la richiesta d’acquisto (o la conversione desiderata)
La Funzionalità batte l’ossessione dell’originalità, l’ego creativo.
Il marketing e la comunicazione non sono “arte per l’arte”. Sono strumenti strategici orientati a un obiettivo di business, che troppo spesso viene sacrificato sull’altare dell’originalità forzata. Molto spesso, come si diceva nell’introduzione, la scelta più ovvia è la soluzione migliore dal punto di vista della comunicazione.
Questo non significa essere banali, ma piuttosto funzionali.
Significa utilizzare stilemi e tecniche consolidati: esistono framework comunicativi che funzionano perché sono radicati nella psicologia umana e nell’esperienza di acquisto; rifiutarli a priori in nome della novità è un autogol in rovesciata.
Avere chiarezza e rilevanza: la comunicazione più efficace è quella che, nel minor tempo possibile, dice al consumatore: “ecco cosa facciamo e perché ti serve” ; tutto il resto è rumore.
Mettere il prodotto al centro: se la tua campagna è “memorabile” ma”, paradossalmente, nessuno si ricorda cosa stai vendendo, hai fallito; la creatività “deve essere il veicolo per il messaggio”, non il passeggero di lusso che ignora la destinazione.
Ritorniamo all’essenziale, basta con l’ossessione dell’originalità!
Come professionisti del marketing e della comunicazione, dobbiamo resistere alla tentazione di inseguire l’originalità per forza. La prossima volta che pianifichi una campagna, chiediti:
- Quest’idea mi aiuta a vendere o è solo un esercizio di stile?
- Il mio target ricorderà il prodotto o solo il concetto creativo astratto?
- Sto usando uno schema “ovvio” che però massimizza la conversione?
La semplicità e la chiarezza sono potenti.
L’obiettivo non è stupire a tutti i costi, ma persuadere con efficacia. La comunicazione che vince è quella che è funzionale, non quella che è pretestuosa e astratta, creativa ma non funzionale! Concentriamoci sull’obiettivo di vendita e lasciamo che l’efficacia guidi la creatività, e non viceversa.









