“Andare a naso” significa agire o giudicare basandosi sull’istinto, affidandosi alle proprie sensazioni, oppure cercare di capire ed interpretare velocemente. È un modo figurato per indicare che si procede “a tentoni”, come un cane da caccia che segue un odore. “
La fretta uccide la comprensione: quando la sintesi salva la collaborazione e non solo…
Dobbiamo ammetterlo: spesso alla base di certe incomprensioni la colpa non è solo di chi ci legge o ascolta. Anche noi professionisti della comunicazione abbiamo una grande responsabilità.
In un mondo saturo di informazioni, abbiamo forse perso l’arte di essere sintetici e incisivi. La capacità di essere brevi e concisi è fondamentale; non significa essere superficiali, ma dimostrare padronanza dell’argomento del quale stiamo scrivendo. La sintesi è il veicolo più efficace per trasmettere contenuti interessanti e complessi.
Non dobbiamo “costringere” i nostri lettori a cercare di interpretare in modo frettoloso ciò che stiamo cercando di comunicare, solo perché, presi nel vortice della verbosità e prolissità, li stiamo sfinendo di parole!
Quando vedo post (non newsletter) troppo lunghi, pieni di frasi involute e un linguaggio eccessivamente ricercato, penso che l’autore stia sbagliando piattaforma. LinkedIn premia la chiarezza, il valore rapido e l’azione.
Un buon esercizio quotidiano.
Prima di inviare mail o condividere post, chiediti: “Posso tagliare il 30% di questo testo mantenendone il significato?” Usa elenchi puntati, grassetto per i punti chiave e un oggetto immediato. Dedica un paio di minuti in più alla lettura di e-mail, post e documenti operativi. Rileggi il punto cruciale. Chiediti: “Qual è l’obiettivo di questa comunicazione?”
La cura nella comunicazione è un investimento sulla qualità del nostro lavoro e delle nostre relazioni professionali. Essere brevi e concisi vuole anche dire rispettare il tempo del destinatario. La sintesi è il frutto di un’analisi profonda.
Provocazione: Se non riusciamo a far leggere fino in fondo una nostra mail, forse dovremmo chiederci se siamo stati chiari (e brevi) abbastanza.









