Nel mare magnum di contenuti (spesso sproloqui verbosissimi e involuti) che affollano i nostri feed di LinkedIn ogni giorno, c’è una domanda che chiunque faccia marketing, personal branding o business dovrebbe porsi: “Come faccio a non farmi ignorare?”
La risposta non sta negli algoritmi o nell’ultima feature del momento. Sta in una lezione senza tempo di uno dei padri fondatori della pubblicità moderna, Leo Burnett:
“Rendilo semplice. Rendilo memorabile. Rendilo invitante da guardare. Rendilo divertente da leggere.”
Queste quattro frasi, scritte decenni fa (era il 1950!), rappresentano il manuale di sopravvivenza definitivo nell’era dell’attenzione frammentata. Analizziamole insieme “smontandole” per capire come applicarle oggi nella comunicazione professionale.
Rendilo semplice (La chiarezza vince sul rumore). Semplicità prima di tutto.
Il fuffolese, il gergo aziendale e i giri di parole infiniti non fanno sembrare più intelligenti; fanno solo perdere tempo e perdere il lettore! Se un concetto non può essere capito da un bambino di dieci anni (iperbole!), va riscritto.
In pratica: taglia gli aggettivi inutili; vai al punto; la semplicità è il massimo grado di sofisticazione.
Rendilo memorabile (trova il tuo “gancio”).
Cosa si ricorderanno le persone del tuo post tra cinque minuti? Un dato sorprendente? Una metafora bizzarra? Una storia vissuta? Se il tuo contenuto è identico a quello di altri cento, mille professionisti del tuo settore, diventerà invisibile.
In pratica: non aver paura di avere un’opinione forte o di mostrare un briciolo di personalità; la “via di mezzo” è la strada chiusa dove i brand vanno a languire se non a morire.
Rendilo invitante da guardare (Il design è sostanza). Soprattutto, semplicità.
Su LinkedIn, l’occhio vuole la sua parte prima ancora che il cervello inizi a elaborare il testo. Un “muro di parole” compatto spinge l’utente a scrollare oltre. La formattazione è l’invito a entrare nel tuo mondo.
In pratica: usa lo spazio bianco; rompi i paragrafi lunghi; sfrutta i punti elenco (come questi!). Se usi immagini o caroselli, cura la pulizia visiva.
Rendilo divertente da leggere (L’infotainment è il re). Semplicità!
“Divertente” non significa necessariamente far ridere a crepapelle. Significa piacevole. Significa che il ritmo della scrittura è scorrevole, che c’è calore umano, che non sembra di leggere il manuale di istruzioni di una lavatrice ipertecnologia e smart!
In pratica: scrivi come parli (o quasi). Usa aneddoti, varia la lunghezza delle frasi. Fai respirare chi legge.
In conclusione
La prossima volta che prepari un post, una presentazione per un cliente o una newsletter, fai un check con la “Lista Burnett”:
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Regola |
Domanda da porti prima di pubblicare |
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Semplice |
Ho eliminato il superfluo? |
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Memorabile |
C’è un concetto che resta impresso? |
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Invitante |
Visivamente fa venire voglia di leggerlo? |
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Divertente |
Io lo leggerei volentieri se fosse di qualcun altro? |
Comunicare bene non è una questione di trucchi o di magia, ma di rispetto per il tempo di chi ci legge. Se applichi questi quattro filtri, la tua voce non sarà solo un altro bit nel feed, ma diventerà un punto di riferimento.
Tu quale di questi quattro pilastri trovi più difficile da applicare nella tua strategia di contenuto? Parliamone nei commenti!





