C’è una citazione di David Ogilvy, tratta dai suoi famosi Principles of Management, che ho letto recentemente proprio in un post qui su Linkedin, che mi ha ispirato questo articolo e che disarma per la sua spietata franchezza:
“Get rid of sad dogs who spread gloom.”
(Liberati dei cani tristi che diffondono pessimismo/malumore).
A prima vista può sembrare un’affermazione cinica, quasi dura. Dopotutto, non dovremmo prenderci cura delle persone in azienda? Ma Ogilvy non si riferiva a chi sta attraversando un momento difficile a livello personale o umano. Si riferiva a una specifica categoria professionale: i sabotatori silenziosi del clima aziendale.
Il vero costo del “Gloom” (il pessimismo tossico).
Nelle organizzazioni moderne e nei team creativi o strategici, il talento tecnico è importante, ma il clima emotivo è ciò che determina l’esecuzione. Il negativismo cronico è contagioso. I “cani tristi” di cui parlava Ogilvy sono coloro che:
- ❌ Trovano un problema per ogni soluzione: non costruttivi, ma sistematicamente distruttivi.
- ❌ Succhiano energia e motivazione: trascinano giù l’entusiasmo dei colleghi più propositivi.
- ❌ Diffondono cinismo: fanno apparire la passione o l’impegno come una debolezza o un’ingenuità.
L’impatto di questo atteggiamento non si limita a qualche lamentela alla macchinetta del caffè. Distrugge la cultura aziendale, aumenta il turnover dei talenti migliori e frena l’innovazione. Nessuno ha voglia di proporre idee audaci in un ambiente dominato dallo scetticismo distruttivo.
Non è questione di essere “sempre felici”, ma di essere costruttivi.
È fondamentale fare una distinzione chiarendo due concetti:
- Il pensiero critico è indispensabile: un team ha bisogno di chi solleva dubbi legittimi, evidenzia i rischi e fa domande sgradite ma necessarie. Questo è valore aggiunto.
- Il negativismo fine a se stesso è tossico: chi smantella le idee altrui senza mai proporre alternative e vive con un atteggiamento rinunciatario genera solo inerzia.
Come diceva Ogilvy, la creatività e le grandi performance fioriscono in ambienti entusiasti, ambiziosi e propositivi. Una sua famosa frase campeggia nella homepage di Piùossigeno: “Le migliori idee vengono giocando e scherzando.”
Come gestire la situazione da Leader quindi?
Se sei un manager, un founder o un team leader, ecco tre step su cui a mio avviso, riflettere:
- ascolta con empatia, ma ponendo dei confini: comprendi se il pessimismo deriva da un reale problema organizzativo (carico di lavoro, mancanza di chiarezza); se è così, cerca di risolverlo;
- richiedi propositività: passa dalla lamentela all’azione, applica la regola: “Se mi porti un problema, portami anche due possibili soluzioni”;
- proteggi il clima del team: se una persona rifiuta sistematicamente di cambiare atteggiamento e continua a diffondere negatività, la scelta più responsabile nei confronti del resto del gruppo è prenderne le distanze.
E tu cosa ne pensi?
Hai mai lavorato con figure che prosciugavano l’energia del team? O ritieni che anche il pessimismo abbia un ruolo nel bilanciare l’entusiasmo in azienda?
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