Attraverso la mia attività quotidiana sono giunto all’elaborazione, non so quanto originale, di questo concetto: le aziende si dividono in due tipologie, aziende lepre e aziende tartaruga. In effetti, molto aziende piccole, medie, o anche grandi (inaspettatamente!), in periodi di difficoltà e crisi, la prima cosa alla quale “pensano” di poter rinunciare è la comunicazione, l’investimento nella promozione del proprio brand, per evitare in frangenti critici, dicono, spese non necessarie. Queste aziende lepre sono convinte che, tanto, grazie al digitale, web e social, possano in poco tempo e a fronte di un buon investimento, recuperare il tempo e il “posizionamento” perduti (soprattutto nella mente del cliente). Che errore, che orrore!

Il posizionamento, la brand awareness, non si raggiungono in poco tempo, con una strategia di investimento aggressiva, ma attraverso una lenta (inesorabile oserei dire) e progressiva promozione; attraverso i canali corretti, con i toni giusti, coerentemente ai contenuti aziendali, alla tradizione e alla visione. La fretta come si sa, è cattiva consigliera, in particolare in comunicazione! Aziende tartaruga virtuose, aziende lepre sprecone e superficiali!

In fondo questa riflessione vuole essere una sorta di “elogio alla lentezza”, non intesa come mancanza di perspicacia o di voglia di fare, ma come esaltazione del metodo e della ponderazione. Facendo i giusti passi, con i tempi giusti, con pazienza e perseveranza, si raggiungeranno risultati concreti e duraturi. “La lepre e la tartaruga” è una favola scritta da Esopo che ci dà due importanti insegnamenti: il primo è che non bisogna mai sottovalutare gli altri avendo la presunzione di essere migliori, il secondo è che con calma e pazienza si possono raggiungere molti traguardi.

La fiaba. “La lepre un giorno si vantò con gli altri animali: “nessuno può battermi in velocità – disse – sfido chiunque a correre come me”. La tartaruga, con la sua solita calma, disse “Accetto la sfida”. “Questa è buona!”, esclamò la lepre, scoppiando a ridere. “Non vantarti prima di aver vinto” replicò la tartaruga. Così venne stabilito un percorso e dato il via. La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò, e – per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga – si sdraiò a fare un sonnellino. La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l’altro, e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara. La tartaruga sorridendo disse: “Non serve correre, bisogna partire in tempo”.

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