Essere visibili, essere trovati, apparire in serp, cioè nella prima pagina della ricerca su Google è molto importante nel web, ma altrettanto importante è come ci si presenta e come si appare: siamo alle solite, le aziende guardano il dito e non la luna, il mezzo e non l’obiettivo! Arrivare sulla luna, cioè raggiungere il traguardo della credibilità anche visiva, avere un brand attendibile e coerente al valore aziendale, sembra non riesca ad entrare nelle teste dei dirigenti d’azienda; questi, infatti, sono convinti che comunque sia, la loro attività verrà apprezzata e capita a prescindere da come si presenta.

Oscar Wilde diceva che solo gli stupidi non giudicano dalle apparenze! Un dei suoi mirabili paradossi, ma quanta verità! In fondo noi stessi quando usciamo ed incontriamo persone, amici, parenti ecc. amiamo apparire al meglio, amiamo essere apprezzati anche per il nostro look; allora perché non ragionare allo stesso modo anche per l’immagine della nostra azienda? Sei il marchio non è tale, se è semplicemente una combinazione di lettere rappresentanti un acronimo quanto mai oscuro, se non abbiamo un payoff significativo, se non abbiamo una brand image, come possiamo pensare che un cliente ci scelga rispetto ad un nostro competitor visivamente più attrattivo?

Mi è capitato spesso che mi commissionassero il dicendomi: sono XY, la mia azienda opera in questo settore da molti anni, mi fa alcune proposte di marchio? È come se telefonassi ad un sarto chiedendogli di farmi un abito senza preventivamente fargli prendere le mie misure! L’abito deve vestirmi a pennello e deve essere rappresentativo della mia personalità. Insomma, sembra semplice, ma fare entrare nella testa questo concetto base a chi gestisce e dirige aziende è veramente arduo. Ora più che mai “l’abito fa il monaco” e non ci si può esimere dal fare una comunicazione corretta e confacente a noi e al nostro lavoro. Tutto ciò però ha un costo ovviamente, si tratta di investire non solo economicamente ma anche e soprattutto mentalmente ed emotivamente; poi bisogna essere pazienti perché ci vuole tempo e applicazione. Michelangelo, il genio del rinascimento, raccontava che in ogni blocco di marmo che estraeva vedeva già l’opera compiuta, doveva solo liberarla dal materiale superfluo. Concludo con la citazione di un articolo sull’argomento, pubblic.ato sul sito di Up&Up agenzia di comunicazione di Brescia, che trovo estremamente interessante.

 “La costruzione – in rete e sui social media – della credibilità di un brand e, di conseguenza, della fiducia manifestata nei suoi confronti da parte degli utenti/clienti è un processo che si instaura e si concretizza nel tempo in base a determinate dinamiche. Punto di partenza per stabilire una certa fiducia con le persone è l’interazione: non basta aver fatto debuttare online il proprio marchio né proporre i propri prodotti in rete e sui social; se le persone non si sentono coinvolte, non si fidano del brand, quindi non convertono né acquistano. Come nella vita reale. anche in rete la fiducia si crea tramite passaparola, referenze di altri clienti e partner. Se un utente si confronta con un’altra persona che parla bene del tuo marchio, oppure legge di altri soddisfatti dei prodotti/servizi offerti dal brand, la reputazione aumenta, così come il percepito dei prodotti e servizi.”

https://www.up3up.it/brand-reputation-8-consigli-per-migliorare-la-tua-credibilita-online/

https://www.up3up.it/

www.piuossigeno.it

www.piuossigeno/blog/

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